Tecnologia

Amazon stampa propri dollari

Amazon si lancia con il denaro virtuale.

L’iniziativa appare sicuramente in salita: già tentata peraltro con esiti fallimentari anche da Facebook (con i Credits) e Microsoft (con i Points). La moneta virtuale piace molto ai colossi della rete e per ora ha lasciato molte perplessità.
Se i milioni di dollari che inizialmente verranno immessi sul mercato saranno in qualche modo sussidiati da Amazon, potrebbe trattarsi di un mezzo per fidelizzare clienti e programmatori di app; altrimenti è difficile capire perché l’utente debba cambiare i propri euro o dollari in Amazon Coin. I vantaggi di un successo della nuova moneta sarebbero invece enormi per il gruppo con sede a Seattle. Si verrebbe a creare un economia proprietaria da cui sarebbe difficile uscire e da cui soprattutto non uscirebbero mai più i dollari
immessi. La novità della valuta digitale si concretizzerà, negli Usa, a maggio, un po’ più tardi in Europa. Il brevetto tutela l’invenzione di un mercato elettronico dove gli utenti possono rivendere i propri beni digitali come ebook, file audio, video e software.
Il paradosso di un mercato dell’usato digitale è nella natura del bene commerciato è che è difficile avere la certezza che chi se l’ha ceduto se ne sia effettivamente sbarazzato (molto facile tenerne una copia, indistinguibile dall’originale, nella memoria di qualche dispositivo); il vantaggio per i clienti è che il bene sarebbe come nuovo, insomma un vero usato sicuro. Il vantaggio di Amazon anche in questo caso sarebbe enorme, riuscendo a recuperare soldi dalla gestione di una piattaforma che effettua transazioni di cose fino a oggi senza valore.

Articolo correlato: Amazon attiva la moneta virtuale: arriva Coins

Articolo precedente

Il codice della privacy fa chiarezza sui cookies | Parte II

Articolo successivo

Ravvedere omessa opzione all'inizio di attività per regime dei minimi

Nessun Commento

Lascia una risposta