Economia

Boom: 147000 partite iva nel 2012 aprono con il “regime dei minimi”

Noi di Terzo Piano continuiamo a parlare di problematiche tributarie e del boom del regime dei minimi

Un modo molto comune per molti di voi di appartenere al meraviglioso mondo tech è ….avere una partita iva ed usufruire del regime dei minimi.  E’ proprio il caso di dire “Una partita Iva come salvagente per la crisi”. Soprattutto se “minima” (regime dei minimi).
E’ un segno dei tempi: secondo il Dipartimento delle Finanze nel 2012 su tre partite Iva aperte una rientra nel cosiddetto regime dei contribuenti minimi che prevede una tassazione super-agevolata: aliquota Irpef secca al 5%, niente Iva, Irap e studi di settore se il fatturato non supera i 30mila euro all’anno. Eppure rispetto alla versione precedente, conosciuta come “forfettone”, i criteri di accesso sono molto più stretti.
E’ probabilmente un effetto della crisi economica: il nuovo “regime fiscale di vantaggio” (la denominazione ufficiale di regime dei minimi) è stato introdotto, del resto, con lo scopo di sostenere chi perde il lavoro e vede nella partita Iva una chance per il suo futuro professionale. Sebbene, quindi, il nuovo regime non si applichi a chi è stato lavoratore autonomo nei 3 anni precedenti né a chi ha svolto un’attività analoga anche come dipendente, sta di fatto che più di 147mila contribuenti su 413mila nuove partite Iva hanno potuto scegliere questo regime.

Articolo precedente

Anche Monte dei Paschi di Siena rincorre la fatturazione elettronica

Articolo successivo

Fattura elettronica nel master 2013 di confindustria a Pesaro

Nessun Commento

Lascia una risposta