Economia

Conservazione sostitutiva, parte la corsa?

Ormai la corsa sembra davvero partita: entro pochissimi anni la conservazione sostitutiva soppianterà la vecchia chincaglieria della stampa dei libri giornali. Ma gli studi professionali e le aziende sono pronte? Terzo Piano vi racconta

Una recente ricerca dell’Osservatorio ICT & Commercialisti della School of Management del Politecnico di Milano dà il via libera.
Le norme stanno spingendo verso la PA digitale e i documenti elettronici ed inoltre dal primo gennaio 2013  le fatture elettroniche  sono equiparate a quelle cartacee.
L’Italia sta avviando inoltre un iter che obbligherà le PA ad accettare fatture elettroniche (con una roadmap che si estenderà nel 2014-2015). L’Agenda digitale (via il decreto Crescita 2.0) spinge in varie forme verso la dematerializzazione, potenziando per esempio la Posta elettronica certificata.
L’Osservatorio, nella presentazione di Bari, mette in fila anche altri elementi la Gestione elettronica documentale (Ged) crescerà del 10 per cento annuo tra il 2009 e il 2014; è aumentata del 18 per cento, tra il 2007 e il 2011, la diffusione delle extranet per gli scambi documentali. E ancora: crescono anche gli strumenti abilitanti all’uso di documenti elettronici, come la banda larga fissa e mobile e l’uso di tablet.
E che fine faranno mai gli archivi cartacei?. Secondo la ricerca dell’Osservatorio, su 608 professionisti, il 54 per cento degli archivi è prossimo alla saturazione. L’8 per cento è già saturo.
Ancora la stessa indagine rileva che solo il 12 per cento degli studi adotta già la Conservazione sostitutiva; il 7 per cento dice “la adotterò a breve” e il 32 per cento “più avanti”. Il resto non è interessato affatto e i dati sono gli stessi per le diverse fasce di fatturato. Va solo un po’ meglio per il Ged, adottato dal 14 per cento degli studi, con il 31 per cento che si dice per niente interessato.

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2 Commenti

  1. […] Bergamo parte la corsa per la conservazione sostitutiva dei documenti. Come vi avevamo anticipato Terzo Piano vi relaziona anche su tutte le iniziative che […]

  2. […] allo stadio iniziale (“early stage”) che considera l’incidenza delle startup (imprenditorialità nascente) e delle nuove imprese (fino a tre anni e mezzo dall’inizio […]

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