Economia

Contribuente minimo e associato in partecipazione

Il caso di un libero professionista che in periodo successivo all’apertura della Partita Iva da contribuente minimo decide di partecipare come soggetto associato lavoratore in uno studio professionale.

 

L’idea di un reddito percepito da soggetto associato in partecipazione che apporta solo lavoro, non risulta discordante con il regime dei contribuenti minimi. Di fatti, la legge 244/1997 (articolo 1 comma 96) stabilisce che il contribuente minimo non può erogare compensi nei confronti di associati in partecipazione, ma non chiarisce il fatto della condizione di associato con quella del contribuente minimo. Altro aspetto da non sottovalutare consiste nel fatto che il contratto di associazione in partecipazione sia stato stipulato successivamente l’apertura della posizione Iva, e di inizio attività professionale del contribuente minimo; ciò non crea il dubbio che tale attività professionale possa costituire la mera prosecuzione dell’attività svolta precedentemente sotto forma di lavoratore dipendente o autonomo, sottolineando che laddove sorga la situazione appena descritta, costituirebbe causa di esclusione al regime dei minimi. Casomai occorrerebbe valutare la disciplina fiscale circa la tassazione del reddito derivante dall’associazione in partecipazione, considerando che si qualifica come assimilato a quello derivante l’attività di lavoratore autonomo ( risoluzione Agenzia delle Entrate circolare nr. 311/E del 21 luglio 2008). Riassumendo il reddito derivante dalla partecipazione del contribuente minimo a soggetto associato che apporta solo lavoro, è classificabile come reddito prodotto da contribuente minimo e come tale soggetto a tassazione secondo il Dl 98/2011.

 

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