Tecnologia

European CyberCrime Center al via… nasce la polizia europea contro i reati on-line

La minaccia del CyberCrime è in forte aumento;  Terzo Piano vi aggiorna sugli sviluppi e provvedimenti in merito

Alcuni giorni fa, l’11 gennaio, è nata l’European CyberCrime Center (o EC3) ossia il una sorta di polizia europea contro i reati a mezzo internet, sia che si tratti di malware destinato agli utenti sia di operazioni ben più sofisticate e massive che mirano a mandare in tilt siti web di istituzioni e banche o a rubare dati sensibili o scambiarsi comunicazioni criminali. La sensibilità della Commissione europea in materia di cybersicurezza era peraltro stata rimarcata in più di un’occasione, ultima delle quali l’introduzione della sicurezza informatica tra le nuove priorità enunciate da Neelie Kroes, commissario per l’Agenda digitale prima di Natale.
L’EC3 è costituito al momento da 43 esperti di sicurezza che si occuperanno di presidiare la rete per difendere gli interessi degli utenti (privati o pubbliche istituzioni) e per sgominare associazioni criminali c. A coordinare il lavoro della polizia informatica è Troels Orting, già a capo della polizia danese e con una lunga esperienza nell’unità anticrimine tecnologico. La sede è la stessa dell’Europol, a l’Aia, e anche il budget a cui attingerà i fondi per il 2013 è il medesimo della polizia europea: 7 milioni dei circa 80 a disposizione dell’Europol. In tempi di crisi economica non sarebbe stato semplice reperire nuovi fondi, ma l’impegno della Commissione ha permesso che l’EC3 venisse realizzato col budget di Europol, e l’obiettivo per il futuro è aumentare i soldi a disposizione.

Le alleanza dell’EC3 non si limitano però al vecchio continente: i servizi segreti statunitensi, alcune grandi aziende specializzate in sicurezza come Microsoft, Google, Symantec e McAfee e i principali sistemi di pagamento online come VISA, MasterCard e Paypal sono pronte a collaborare. Insomma le schiere dei “buoni” si infittiscono di personaggi che fanno sistema, ma i nemici restano tanti e sono molto agguerriti come puntualizza Orting: “Speriamo che sia sufficiente, ma nel cyberspazio niente è sicuro al cento per cento, e dobbiamo essere pronti a fronteggiare questa realtà”.

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