Economia

Il regime dei minimi vuole anche l’imposta di bollo

Terzo Piano ritorna con altri approfondimento in materia di regime dei minimi.

Ne parliamo oggi con la dottoressa Elisa Vettori di www.regimeminimi.com. “Le fatture emesse in regime dei minimi sono diverse da quelle emesse in regime ordinario” confermano da www.regimeminimi.com , inoltre anche essere iscritti alla gestione separata INPS avrà i suoi riscontri al momento della compilazione, esaminiamo nel dettaglio perché.

In una fattura ordinaria – ci spiega la dottoressa Vettori – al totale delle competenze dovrà essere aggiunto il 21% di IVA, il 20% di ritenuta d’acconto (se il cliente è sostituto d’imposta) ed eventualmente il 4% di rivalsa INPS. In una fattura emessa in regime dei minimi invece, essendo noi sottoposti ad un imposta sostitutiva, non esisterà nessun carico IVA e nessuna ritenuta d’acconto, ma solo ed esclusivamente la rivalsa INPS, che tra l’altro essendo considerata come reddito professionale in capo al professionista è facoltativa, chiederla o meno è a nostra discrezione. Per questi stessi motivi nel momento in cui andremo a compilare la fattura dovremo aver cura di aggiungere delle note chiarificatrici riguardo la nostra posizione “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 27, comma 1 e 2, D.L. n. 98/2011 da contribuente soggetto ad imposta sostitutiva del 5%”. Un’altra importante questione riguarda la marca da bollo. Nel regime dei minimi  tutte le fatture con valore superiore ai € 77,47 infatti dovranno essere accompagnate da una marca da bollo del valore di € 1,81. Nel caso la fattura in questione debba essere inviata via email basterà applicare la marca da bollo sulla fattura originale che rimarrà a noi e scrivere sulla fattura telematica la dicitura: “Imposta di bollo assolta sull’originale ID 00000. ″  dove il numero ID sta ad indicare il numero identificativo che troverete scritto sulla marca stessa.  

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