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Il web 3.0 tra opportunità e privacy

Web 3.0 Tra poco la nostra cara vecchia sveglia si trasformerà e sarà  in grado di anticipare o posticipare la suoneria a seconda delle condizioni del traffico.

Ed il nostro frigorifero? Probabilmente ci indicherà la dieta ideale o farà lui direttamente gli ordini. Guideremo automobili che dialogano con la strada che dialoga con i semafori e i guardrail. Correremo con scarpe in grado di analizzare in tempo reale la nostra performance.Quasi tutti gli oggetti intorno a noi saranno in rete. Tutto, o quasi, avrà un indirizzo Ip, un intelligenza propria, sarà connesso, sarà tracciabile.
È l’Internet delle Cose, il Web 3.0, il percorso evolutivo della Rete che più di altri cambierà la vita degli utenti. I più avanzati laboratori informatici del mondo ci stanno lavorando su, per anticiparne i campi di applicazione.
In Italia, secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, ci sono 3,9 milioni di oggetti intelligenti interconnessi, il 13 per cento in più rispetto al 2010, e 34 milioni di contatori elettronici. La maggior parte delle applicazioni più evolute sono però allo stato embrionale. Prototipi che hanno a che fare con tutto ciò che è smart: smart home, smart car, smart energy, smart agricolture, eHealth (monitoraggio real time di parametri vitali e localizzazione dei pazienti). E soprattutto smart city, la città intelligente, a misura di cittadino, dove gli spostamenti sono facili, vivibile, integrata, fluida.
Tutto ok? Be’ quasi. Nuvoloni all’orizzonte con il nome di privacy sembrano inarrestabili. La privacy, protezione dei dati sensibili, sarà sicuramente lo scoglio più arduo da superare.  Se tutti gli oggetti intorno a noi e addosso a noi saranno in rete, saremo tracciati in ogni momento. Un corollario che lascia addosso qualcosa in più di una vaga inquietudine. Gerardo Costabile, presidente dell’Iisfa Italia, l’istituto che promuove l’informatica forense, non ci gira intorno: “L’Internet delle Cose sarà il compimento della profezia del Grande Fratello di Orwell. Saremo tracciati da quello che indosseremo, dalle telecamere di sorveglianza, dai mezzi su cui ci sposteremo, dai negozi dove entreremo. Un bel vantaggio per le polizie”. Per saperlo, occorre aspettare; Terzo Piano aspetterà con voi.
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