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Internet of things: il progetto italiano di BitStuff

Cosa hanno in comune moda e tecnologia? Se conoscete BitStuff, la risposta è semplice.

BitStuff è un progetto italiano al 100% che si sviluppa intorno al concetto dell’Internet of things, puntando ad integrare la tecnologia, in particolare la connessione BTLE 4.0, con oggetti di uso comune, per aumentare il livello di sicurezza e di protezione da furti e smarrimenti. Ogni accessorio BIT è dotato di scheda elettronica fornita di modulo BTLE 4.0. L’abbinamento del BIT con un qualsiasi device fornito di BTLE 4.0 permette all’oggetto di essere rintracciabile. Il tutto è veicolato dall’applicazione BIT.me, aperta a tutte le persone che non solo sono proprietarie di un prodotto BIT, ma che desiderano in maniera attiva aiutare i propri amici, i conoscenti o tutti i membri della community a ritrovare l’oggetto smarrito.

Questo video ci spiega bene il progetto.

Il progetto è stato finanziato grazie ad una campagna di crowdfunding su Eppela.

Noi di TerzoPiano, curiosi e affascinati dall’idea e dal progetto ambizioso di questi ragazzi, abbiamo voluto intervistare il team.

Chi sono in fondatori di BitStuff, quando e come è nata l’idea?

L’idea è nata alcuni anni fa quando l’Internet of Things era poco più di una teoria; è stata una piccola intuizione, ma si è realizzata solo nell’ultimo anno grazie agli sforzi di Paolo e Simone, i primi a portare avanti questa idea. Poi, per rinforzare le fila, siamo arrivati io (Andrea) e Nicola e ora stiamo creando una struttura armonica e organizzata.

I progetti che portate avanti sono due: BitGloves e BitBags. Quali dei due è nato prima?

Borsa bitbagsIn realtà i due progetti sono paralleli, il core business di BitStuff è l’integrazione dei beacon, piccoli dispositivi bluetooth, nella vita quotidiana… il tutto viene poi gestito da apposita app (BitMe) che abbiamo sviluppato. I BitGloves e le BitBags servono a dimostrare quanto reale sia questa tecnologia.

Cosa ha finanziato la campagna su Eppela?

La campagna su Eppela è servita a finalizzare il progetto: librerie per la comunicazione del beacon con l’app e la partenza del primo lotto di produzione.

Siete soddisfatti dei risultati che la vostra attività ha raggiunto finora? Avete ricevuto riconoscimenti importanti?

Si, siamo contenti dell’avanzamento del progetto, ovviamente speriamo in una crescita esponenziale, ma abbiamo già avuto qualche soddisfazione come l’interessamento da parte di grossi gruppi e proposte per integrare questa tecnologia in altri settori. Inoltre, abbiamo partecipato all’IFA 2014 e siamo già stati contattati per l’appuntamento del 2015. In più, abbiamo altre proposte per fiere in Sudamerica e negli Stati Uniti.

Avete in mente o state già lavorando a qualche altro progetto?

Abbiamo una roadmap ben precisa per rilasciare diverse tipologie di prodotti in diversi settori: dal più semplice tracking, al medical e qualcosa anche in campo home automation.

Qual é l’obiettivo che vi siete posti nel 2015?

Consolidare il Brand, partire con un secondo lotto di produzione delle BitBags e iniziare a realizzare i nuovi prodotti. Qualcosa si sta già muovendo in questi giorni.

Siete a conoscenza di attività simili alla vostra o vi considerate dei pionieri?

Di tracker ce ne sono in commercio, noi però abbiamo realizzato il nostro firmware, il design e la ricerca dei materiali per essere sicuri di aver creato qualcosa di unico e personale. In un mondo sempre più uniformato, in una realtà di device e accessori sempre più simili, vogliamo essere quelli che si distinguono… ci impegniamo ogni giorno proprio per questo!

E allora, in bocca al lupo ragazzi!

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