Economia

Italiacamp. Usciranno le startup dagli incubatori? | Terzo Piano

Il mondo delle startup tenta di prendere il volo. Italiacamp 

Si terrà in Calabria, il 30 giugno a Catanzaro, il primo appuntamento delle attività 2012 dell’associazione ItaliaCamp di cui è presidente Fabrizio Sammarco mentre il presidente onorario è Antonio Catricalà. Il capoluogo calabrese è stato scelto per gli Stati generali del Mezzogiorno d’Europa: a fine giugno si terranno qui i 7 barcamp dedicati alle 7 regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia). Saranno esaminate le segnalazioni dei progetti di innovazione da cui saranno poi tratti quelli che possono far parte delle dieci idee nell’ambito del concorso ” La tua idea per il paese”.

Una delle strategie che l’intervento pubblica sembra sempre più accarezzare è giocare la carte degli incubatori. Per creare un sistema locale favorevole all’innovazione e al trasferimento tecnologico, lo scorso anno è nato l’incubatore di imprese hi-tech TechNest, che «è il punto più avanzato di un lungo percorso avviato dall’ateneo negli ultimi 8 anni al fine di creare percorsi virtuosi per la valorizzazione dei prodotti della ricerca a vantaggio del sistema produttivo regionale», sottolinea il delegato del rettore alla Ricerca scientifica e tecnologica Riccardo Barberi, alla guida anche di TechNest e del Liason Office. Questo incubatore svolge la sua attività nell’Università della Calabria ed avuto un contributo finanziario del ministero dello Sviluppo. TechNest ospita fino a 20 imprese hi-tech instartup.

Sul fronte dei progetti di ricerca finanziati da fondi nazionali, nell’ultimo biennio, la Calabria ha risposto in modo significativo ai bandi del Pon Ricerca e Competitività 2007-2013. Sul primo bando (2010) sono stati presentati 71 progetti per 616 milioni su una dotazione di 80 milioni di contributo pubblico. Nell’ultimo bando (2011) per il potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche, il primo dei 47 progetti ammessi al finanziamento nelle regioni dell’Obiettivo Convergenza è stato il Progetto « Sila-Sistema integrato di laboratori per l’ambiente» dell’Unical (12,8 milioni). Complessivamente sono stati finanziati 9 progetti per oltre 100 milioni nelle aree di principale rilievo delle università calabresi, quali il progetto Materia (15,7 milioni) per la realizzazione di un’avanzatissima sorgente a raggi X presso l’Unical in collaborazione con il Cnism, il progetto Bio Med Park (15,7 milioni) all’Università di Catanzaro per la realizzazione di una piattaforma biotecnologica integrata per ricerca e servizi innovativi nel campo delle malattie croniche e neurodegenerative dell’uomo, il progetto Safemed (14,4 milioni) al l’Università di Reggio Calabria sul tema dell’agricoltura sostenibile e agroalimentare nell’area mediterranea.

Certo in Italia occorre sempre essere guardinghi: se davvero i finanziamenti saranno diretti ad iniziative sane sicuramente il “sistema incubatori” è da incentivare, se invece i finanziamenti saranno gestiti come troppe volte abbiamo già visto: il tutto si ridurrà ancora una volta in uno spreco di energie e capitale. Terzo Piano terrà informati i suoi lettori.

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