Economia

La partita Iva senza cassa si scontra con l’Inps

Terzo Piano oggi interviene sulla GESTIONE SEPA RATA INPS ai sensi dell’art. 2, co. 26, L. 8.8.1995, n. 335.

La legge prevede che debbano iscriversi presso l’apposita Gestione separata presso l’Inps, finalizzata all’estensione dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e isuperstiti, una serie di soggetti tra cui, molti giovani, con partita iva. In particolare rientrano in questa gestione, tra gli altri,  i liberi professionisti, vale a dire i lavoratori autonomi che esercitano la professione in modo abituale anche se non esclusivo, privi di Cassa previdenziale di categoria nonchè  i lavoratori autonomi non iscritti alla propria Cassa previdenziale di categoria o che non vi versano il contributo soggettivo (Circ. Inps 22.7.2011, n. 99, di interpretazione autentica dell’art. 2, co. 26, L. 335/1995). Sono ancora tenuti all’iscrizione alla Gestione separata i lavoratori autonomi occasionali qualora il reddito annuo derivante da tale attività superi il limite di Euro 5.000.

Tante giovani partite Iva, interessate sotto l’aspetto fiscale da regime dei minimi, si scontrano purtroppo spesso contro il vero costo: quello previdenziale che deriva dalla Gestione separata.

In merito interviene la dottoressa Elisa Vettori, partner di www.regimeminimi.com, la quale rammenta che il costo di questa gestione purtroppo negli anni è andata aumentando.Spiega Vettori “per l’anno 2013, come confermato dall’Inps con la circolare 12.2.2013, n. 27,l l’aliquota contributiva pensionistica per gli iscritti alla Gestione separata restano fissate al 27% come per il 2012; per tali soggetti resta dovuta anche l’ulteriore aliquota contributiva dello 0,72% per tutela maternità, assegni per il nucleo familiare, malattia e degenza ospedaliera”. In sintesi conclude “l’aliquota contributiva complessiva per il 2013 è rimasta pari al 27,72%. Il pagamento deve essere effettuato con il Mod. F24, indicando la causale contributoCXX”. Tutto facile e chiarito, assolutamente no, continua Vettori “devo pur aggiungere che l’aliquota contributiva pensionistica e l’aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche è stata, invece, elevata dal 18% al 20% per i rimanenti iscritti alla Gestione separata, vale a dire i titolari di pensione (diretta o indiretta) e i soggetti con altra forma pensionistica obbligatoria”.

Insomma, per le partite iva costretti alla Gestione separata, il pagamento degli oneri previdenziali non sembra proprio una passeggiata.

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