Economia

L’adozione del regime dei minimi può sbandare con il lavoratore dipendente

Trezo Piano si è occupato recentemente dei regimi dei minimi.

Molte aziende individuale sul settore dei servizi on-line iniziano adottando con il regime dei minimi. Con la collaborazione dei professionisti di www.regimeminimi.com abbiamo deciso di rispondere a professionisti di servizi on-line che ci chiedevano quanto la loro attività di lavori dipendenti potesse essere coerente con l’adozione del regime dei minimi. Intanto ci spiegano “L’essere stato lavoratore dipendente o collaboratore può pregiudicare l’utilizzo del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile, al ricorrere di diverse condizioni”.
Prima dell’accesso al regime, occorre verificare che l’attività da intraprendere non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo. La preclusione ha finalità antielusive ed è volta ad evitare che si continui, di fatto, ad esercitare la precedente attività, modificandone unicamente la veste giuridica in impresa o lavoro autonomo, al solo fine di godere delle agevolazioni tributarie previste dal regime. Come chiarisce la circ. dell’Agenzia delle Entrate del 30 maggio 2012 n. 17  l’indagine diretta ad accertare la novità dell’impresa va effettuata caso per caso con riguardo al contesto generale in cui la nuova attività viene esercitata. In tale ottica, si ha una mera prosecuzione della stessa attività in precedenza esercitata quando quella intrapresa presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale, ma viene svolta in sostanziale continuità, ad esempio nello stesso luogo, nei confronti degli stessi clienti, utilizzando gli stessi beni dell’attività precedente.

Nei casi di continuazione in forma autonoma della precedente attività, si verifica frequentemente che il soggetto, di fatto, continui a lavorare prevalentemente per l’ex datore di lavoro per poi, gradualmente, crearsi clientela propria. Nella prima fase (cliente prevalente ex datore), la fruizione del regime dovrebbe essere preclusa e, in tal senso, depone lo stesso documento di prassi citato ove si propone l’esempio del falegname che inizia l’attività di imprenditore avendo come maggiori clienti l’ex datore di lavoro o i clienti dello stesso.

Secondo gli esperti di www.regimeminimi.com, ai fini del requisito in esame, inoltre, occorre considerare anche la tipologia e la durata del precedente rapporto di lavoro. Dunque, la mera prosecuzione va sempre verificata in presenza di attività di lavoro dipendente svolte in base ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato; non precludono l’applicazione del regime forme di lavoro precario, come ad esempio i contratti di collaborazione coordinata e continuativa o quelli di lavoro a tempo determinato che si caratterizzano per la loro marginalità economica e sociale.

Per esigenze di certezza e di semplificazione, tale condizione di marginalità sussiste tutte le volte in cui l’attività di lavoro dipendente a tempo determinato o l’attività di collaborazione coordinata e continuativa sia stata svolta per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio antecedente l’inizio dell’attività.

Nessun rilievo è stato dato dall’Amministrazione al trattamento economico che tali contratti prevedevano.
Date un’occhiata al servizio offerto sul regime dei minimi al seguente link: www.regimeminimi.com . Abbiamo parlato dell’argomento presentando il progetto a questo link [qui]
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