Economia

Partono gli incubatori di startup innovative

Il decreto crescita bis ha disciplinato per la prima nel nostro paese l’”incubatore di start up innovative certificato”.

L’intento del legislatore è, da un lato, da salutare positivamente in quanto tenta di introdurre anche nel nostro paese istituti che già nel mondo anglosassone hanno ed hanno avuto notevole fortuna; dall’altro non si può constatare che il concetto di incubatore certificato è prerogative delle solite società a partecipazione pubblica con intervento delle solite camera di commercio, comune province etc..  La norma propone la definizione dell’incubatore di imprese startup innovative certificato, indicando gli specifici requisiti ed indicatori minimi oggetto di autocertificazione.

L’incubatore di imprese startup innovative è il soggetto che spesso ne accompagna il processo di avvio e di crescita, nella fase che va dal concepimento dell’idea imprenditoriale fino ai primi anni di vita, e lavora allo sviluppo della startup innovativa, formando e affiancando i fondatori sui temi salienti della gestione di una società e del ciclo di business, fornendo sostegno operativo, strumenti di lavoro e sede nonché segnalando l’impresa agli investitori ed eventualmente investendovi esso stesso.

L'”incubatore certificato”, è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative ed è in possesso dei seguenti requisiti:

  • dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere startup innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca;

  • dispone di attrezzature adeguate all’attività delle startup innovative, quali sistemi di accesso alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi;

  • è amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa ed innovazione e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente;

  • ha regolari rapporti di collaborazione con università , centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a startupinnovative;

  • ha adeguata e comprovata esperienza nell’attività di sostegno a startup innovativeche configuri un adeguato track record.

L’incubatore è tenuto ad autocertificare il possesso dei requisiti mediante dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante.

L’adeguata e comprovata esperienza nell’attività di sostegno a startup innovative viene certificata con riferimento ai seguenti indicatori e valori minimi (definiti con decreto del Ministero dello sviluppo economico):

  • numero di candidature di progetti di costituzione e/o incubazione di startup innovativericevute e valutate nel corso dell’anno;

  • numero di startup innovative avviate e ospitate nell’anno;

  • numero di startup innovative uscite nell’anno;

  • numero complessivo di collaboratori e personale ospitato;

  • percentuale di variazione del numero complessivo degli occupati rispetto all’anno, precedente;

  • tasso di crescita media del valore della produzione delle startup innovative incubate;

  • capitale di rischio raccolto dalle startup innovative incubate;

  • numero di brevetti registrati dalle startup innovative incubate, tenendo conto del relativo settore merceologico di appartenenza.

Seguiteci perchè prossimamente  Terzo Piano andrà a sviscerare il decreto del MISE che entra nei requisiti richiesto per essere incubatore certificato.

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