Tecnologia

Password con errore: ecco la soluzione

Quale password scegliere per i vostri dispositivi? oppure quale password scegliere per i vostri servizi on-line?  

Il miglior consiglio sembra davvero banale: fare qualche errore di grammatica. È la scoperta di un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon University, Pennsylvania, capitanati da una giovane ingegnere informatico indiana, Ashwini Rao, che ha messo a punto un nuovo algoritmo quasi infallibile per craccare le stringhe più segrete lasciate in giro sulle nostre identità digitali. E confutare la credenza che oggi, più la password è lunga e più è sicura.
Alla Carnegie, dove un intero settore lavora sulla sicurezza e sulle password già da molti anni, è stato studiato infatti un nuovo algoritmo che ha il compito di craccare password di ogni sorta. In particolare, lo studio ha analizzato l’impatto delle password molto lunghe e della loro struttura grammaticale sulla sicurezza informatica e personale delle stesse. Decretando che non è la lunghezza ad aiutare a sviare i software dei cracker di dati, giacché anche lo stesso programma creato dai ricercatori stessi era in grado di cogliere senza problemi il 10 per cento delle chiavi di accesso lunghe. Più che la lunghezza infatti, a concorrere a rendere una password infallibile è la presenza di errori grammaticali. Perché questo algoritmo della Carnegie come altri, è in grado di applicare le regole di sintassi e di riconoscere anche frasi lunghe di senso compiuto, usando peraltro i più comuni dizionari online. Scovando la chiave anche laddove, in mezzo al testo, vengano usati cifre e segni diversi (un esempio: scrivere 3 invece che tre) dalle lettere.
Da tutto ciò un isegnamento semplice e banale: prendere per password una parola di nostra conoscenza fare qualche erroraccio tipo doppie impossibili, uso dell’h alla meno peggio e voilà anche i nostri amici della Carnegie rimarranno a bocca a aperta.

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