Tecnologia

Sergey Brin contro gli smartphones? Si, a tutto Glass

Commenti a dir poco negativi sugli smartphones arrivano niente di meno che da Mr. Google. Si avete capito bene: il commento non arriva da un vecchio luddista antitecnologico ma da Sergey Sergey Brin,

Il patron di Google, l’uomo che sta incassando milioni di dollari proprio grazie ai telefoni intelligenti; Il suo Android infatti ha conquistato ormai la vetta dei sistemi operativi più diffusi, attestandosi intorno al 75 per cento del mercato globale, e ha permesso a Samsung di diventare il primo costruttore di cellulari del mondo, con una quota di mercato tra il 22 e il 23 per cento.  Secondo Sergey Brin usare uno smartphone equivale a star fermo sfregando un pezzo di vetro e mentre parlava, non ci crederete, indossava i suoi inseparabili Glass, gli occhiali in realtà aumentata compatibili sia con i device Android che iOS che hanno un piccolo monitor di fronte all’occhio destro e consentono di usare uno smartphone senza toccare nulla né intralciare la vista.  «Il cellulare è come un tic nervoso», continua Sergey Brin attaccando ai fianchi Android, il sistema che lo ha reso ancora più ricco e famoso. Dice di essersene accorto vedendo quanto tempo passava controllando l’email. «Se fumassi, fumerei piuttosto che usare lo smartphone, almeno sembrerebbe più figo», è il suo commento. «Invece tiro fuori il cellulare e sembra che abbia qualcosa di importante da fare». Il telefono quindi renderebbe antisociali, castrando la nostra umanità. È vero, ammette Mister Google, ci permette di accedere a tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno ma per farlo dobbiamo staccarci dal mondo, entrare nel device «a testa bassa» senza poter fare attenzione a ciò che ci accade intorno. E voi che ne pensate?

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