Economia

Startup e regime dei minimi: insieme si può | Regime Minimi il futuro

Regime dei minimi e startup si può.

Terzo Piano ha indagato se un regime tributario di favore molto apprezzato dai giovani si coniuga con gli start-upper italiani. In merito abbiamo sentito la dottoressa Vettori Elisa, partner dello studio BERTI&VETTORI e  del sito di dichiarazioni on-line www.regimeminimi.com. La dottoressa ci ha subito confermato che l’integrazione può esistere anzi “le start up tecnologiche nascono, molto spesso, con tante idee e con pochi capitali. Ma non sono i capitali la leva strategica… ma la capacità di creare valore aggiunto in tempi sufficiente rapidi per permettere la sopravvivenza. In questo quadro una start-up può nascere come azienda individuale ed iniziare la propria avventura imprenditoriale. In questo contesto, compatibilmente ad altri requisiti, perchè non approfittare del regime dei minimi?”.

Dopo questa interessante introduzioni ci siamo chiesti quale sono le prospettiva per una start-up che comincia a creare valore aggiunto e che la forma giuridica di impresa individuale va stretta: “a quel punto – continua la dottoressa Vettori – la start up potrebbe essere conferita in una società a responsabilità limitata, una società di capitali molto duttile per le varie esigenze. Non dimentichiamoci che per le società cosiddetta innovative si stanno aprendo interessanti orizzonti sia in tema di finanziabilità del progetto che di incentivi fiscali ad hoc”. Tutto a posto, dunque? Certo che no, il mercato italiano sia B2C che B2B sembra irrimediabilmente in ritardo rispetto ai paesi anglosassoni ma una legislazione minimamente incentivante sembra un bel viatico per il recupero di competitività

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