Tecnologia

Su whatsapp arriva l’indagine del Garante sulla privacy

Terzo Piano oggi vi parla di Whatsapp, il sistema di messaggistica più diffuso al mondo .

E’  proprio un problema di privacy che potrebbe cadere l’applicazione mobile più utilizzata in Italia, ovvero Whatsapp, la quale fornisce un servizio di messaggistica istantanea in sostituzione ai tradizionali sms delle compagnie telefoniche.  Whatsapp è una delle applicazioni mobili più comode e intelligenti, gira sui sistemi operativi di tutti gli smartphone (iOS, Blackberry OS, Android, Nokia, Windows Phone e Symbian) e non a caso è fra le più usate:  per funzionare non ha bisogno d’altro se non di una connessione a internet.  Inoltre, grazie alle notifiche push,  ogni messaggio suona proprio come un sms.
Il Garante della privacy italiano, Antonello Soro, sulle orme dei casi canadese e olandese, ha chiesto maggiori chiarimenti alla società Whatsapp.inc, per proteggere i dati di quegli utenti che non usano Whatsapp, ma che si ritrovano però all’interno della rubrica degli utenti utilizzatori del servizio. Vediamo di capire meglio cosa presoccupa il Garante.
Una volta entrati in Whatsapp, la società Whatsapp.Inc ha accesso alla rubrica dei numeri di telefono di tutti, e quindi anche di quegli utenti che non sono iscritti al servizio.
In questi anni  si è capito comunque una cosa: gli Stati Uniti e l’Europa hanno due modi diversi di ragionare.  Negli Stati Uniti c’è una sensibilità diversa, c’è molto rigore nell’applicazione delle norme, ma queste sono di meno.
Per chi volesse approfondire l’argomento si rimanda anche alla trasmissione su radio 24 di sabato 2 marzo 2013, anche con podcast: http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&date=2013-03-02

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