SocialTecnologia

WhatsApp alla cassa?

WhatsApp presenta il conto? Il programma di messaggistica fra smartphone via Internet impone a chi possiede un dispositivo con il sistema operativo del robottino verde il pagamento di una tassa annuale dopo i primi 12 mesi di utilizzo.

Nell’ultimo aggiornamento, si fa riferimento in maniera specifica alla possibilità di acquistare l’estensione temporale del servizio: “in-app purchase” è il termine tecnico che descrive la necessità di mettere mano al portafoglio in un secondo momento. Alla cassa sembrano ci andranno non soltanto gli smartphone Android  ma anche i Blackberry e i dispositivi con os Windows.
In tutti casi in cui il primo download non comporta alcun costo. Chi ha un iPhone ha invece dovuto sborsare subito 0,89 centesimi, pedaggio (fino a nuovo ordine) una tantum. Insomma i fondatori di WhatsApp, Brian Acton e Jan Koum, hanno evidentemente individuato  strategie diverse tra i fruitori del mondo Os ed il mondo Android. Per i secondi la strategia è fin troppo semplice: prima gratis fornire il servizio e poi far passare tutti alla cassa. E vista la mole di messaggi in verde, hanno avuto ragione: lo scorso 31 dicembre è stato annunciato il raggiungimento di quota 18 miliardi di scambi al giorno. Di fornire il servizio gratuitamente e provare a fare cassa con i messaggi pubblicitari, i due hanno sempre messo le mani avanti, non se ne parla. Secondo Acton e Koum, accomunati anche da un passato in Yahoo!, le sponsorizzazioni rappresentano «un insulto all’intelligenza dell’utente». Le condizioni di acquisto in esame sono spiegate chiaramente nella descrizione sui vari negozi digitali e sul sito ufficiale della soluzione, ma la ricezione dell’avviso della scadenza del periodo gratuito non è stata comunque accolta di buon grado.
E la rete che ne pensa?  Molti suggeriscono lo spostamento in massa su WeChat, alternativa di origine cinese, e sui forum si parla di ChatOn, sistema di messaggistica griffato Samsung, e Viber, piattaforma mediante la quale è anche possibile (tentare di) telefonare appoggiandosi alla Rete. Ci sono anche Line e Facebook Messenger, ma, come fa notare un internauta, WhatsApp conta su una base utenti consistente che lo rende veicolo preferenziale per raggiungere la maggior parte dei propri contatti.

Articolo precedente

Office Cloud : Dal 27 febbraio 2013 Microsoft va sulla nuvola

Articolo successivo

Password con errore: ecco la soluzione

Nessun Commento

Lascia una risposta